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MUGNANO. Le elezioni e il triangolo Sarnataro-Porcelli-Chianese

Mugnano: Sarnataro, Porcelli, Chianese. Il primo sindaco verso una possibile ricandidatura, il secondo ex sindaco e delfino di De Luca nell’Area Nord, il terzo fortunato ripescato nel Consiglio Regionale.

Tre astri nascenti del PD mugnanese, che però sono e si sono azzoppati da soli numerose volte negli ultimi anni. Apre i giochi nel 2010 Giovanni Porcelli. Dopo esser stato vice sindaco e presidente di un’importante partecipata del Comune, si mette contro l’allora sindaco Palumbo e improvvisa una coalizione che, avendo gioco facile contro l’inviso Palumbo, vince.

Ma dopo 3 rimpasti e 4 anni di sofferenze, l’Amministrazione targata Porcelli viene sfiduciata con un anno di anticipo. Nel 2014 l’allora consigliere comunale Sarnataro fu il vero artefice della mozione di sfiducia che portò alla fine anticipata dell’esperienza amministrativa di Porcelli.

Ma i due “amici/nemici potrebbero però seppellire l’ascia di guerra siglando un patto in nome della reciproca convenienza. Nelle scorse settimane infatti pare che i due politici mugnanesi si siano incontrati ufficiosamente.

Porcelli in cambio di un appoggio a Sarnataro chiede campo libero alle regionali. Ed ecco entrare in gioco Chianese. Anch’egli protagonista all’epoca della sfiducia ai danni dell’allora sindaco Porcelli. Era difatti suo assessore Chianese ed era a tal punto nelle grazie di Porcelli che poteva essere il candidato sindaco in chiave anti-Sarnataro alle ultime comunali. Ma anche qui sul gioco di squadra prevale l’interesse personale. Chianese non appoggia Porcelli, già candidato alla regione per candidarsi anch’egli come consigliere regionale.

Due candidati(al dire il vero tre se contiamo anche Moxedano) per un territorio piccolo come Mugnano sono troppo e difatti entrambi non risultano eletti (in prima battuta entra in Consiglio Regionale solo Moxedano). Chianese ha poi la fortuna di subentrare in Assise regionale dopo che Topo passa in Parlamento e il secondo invece, godendo dei favori di De Luca, è passato da un incarico all’altro.

Chianese dunque oggi rappresenta il terzo incomodo. Pur essendo consigliere uscente non dovrebbe ricandidarsi per non rompere le uova nel paniere di Sarnataro e Porcelli. Nessuna paura però. La grande famiglia del PD è già alla ricerca di una soluzione. Tutti lavorano a trovare un ruolo a Chianese (un incarico “romano” magari) che lo induca a rinunciare alla ricandidatura. Così Porcelli sarebbe unico candidato alle regionali e Sarnataro alle comunali. Insomma i tre giovani pupilli del PD sarebbero pronti all’accordo.
Tutto scritto o questa strategia potrebbe non riuscire?

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