La sanità foggiana è a un bivio pericoloso. Mentre le disposizioni regionali tracciano una strada chiara per mettere in sicurezza il sistema, a Foggia si vive una situazione di profonda incertezza che colpisce molte decine di Operatori Socio-Sanitari (OSS). Con i contratti in scadenza il prossimo 15 maggio, il rischio è il blocco operativo dei reparti proprio alla vigilia dell’estate.
Il confronto con le altre province: figli e figliastri?
Il dato che emerge con forza è la disparità di trattamento all’interno della stessa Regione Puglia. In altre province, come quella di Lecce, le direzioni strategiche hanno già provveduto a garantire la continuità dei servizi: gli OSS sono stati regolarmente prorogati fino al 31 dicembre 2026.
Perché nella provincia di Foggia, a parità di risorse regionali, non si procede con la stessa tempestività e trasparenza? Siamo forse figli di una Regione diversa? Non è accettabile che la Puglia viaggi a due velocità e che tra i lavoratori si creino “figli e figliastri”, con diritti garantiti in Salento e negati in Capitanata.
La verità sui fondi: La Delibera 142 DGR è chiara
Il dubbio sulla “mancanza di fondi” viene smentito dagli atti ufficiali. La Delibera della Giunta Regionale n. 142 (DGR) del 31 marzo 2026 ha stabilito in modo inequivocabile lo stanziamento delle risorse per la rideterminazione dei tetti di spesa. Tali coperture sono previste per l’intero comparto: medici, infermieri, OSS e personale dei servizi.
La prova è nei fatti: le proroghe per altre categorie professionali sono già state ufficializzate utilizzando proprio quei fondi. Risulta quindi inspiegabile il silenzio che avvolge esclusivamente gli OSS della provincia di Foggia. Ci si chiede: quale “gioco” si vuole fare sulla pelle dei lavoratori e dei pazienti?
La scusa del concorso: il paradosso di ottobre
L’argomentazione secondo cui sarebbe necessario attendere il nuovo concorso unico regionale non regge alla prova della logica gestionale. Il concorso si svolgerà ad ottobre 2026: questo significa che prima di allora non potrà esserci alcuna nuova graduatoria pronta per le assunzioni.
Il vuoto totale: Chi garantirà l’assistenza nei cinque mesi che mancano da metà maggio a ottobre? Non si può lasciare la sanità in “stand-by” aspettando un concorso che deve ancora essere espletato. È proprio in questi silenzi che nasce e si alimenta la tanto discussa “malasanità foggiana”.
Il collasso del Piano Ferie: Tra giugno e settembre, il personale di ruolo deve usufruire delle ferie estive per legge. Senza il supporto delle decine di OSS a tempo determinato, i turni diventeranno insostenibili, rendendo impossibile garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
Un appello alla responsabilità
Non è accettabile che un atto regionale così importante venga applicato in modo parziale. Svuotare i reparti a metà maggio, sapendo che il concorso sarà solo a ottobre, significa condannare gli ospedali foggiani a un’estate di emergenza perenne e i cittadini a un servizio dimezzato. Il rischio concreto è quello di un’interruzione di pubblico servizio.
Si chiede che l’amministrazione sanitaria di Foggia esca dal silenzio e proceda immediatamente con l’emanazione della delibera di proroga collettiva per tutto il personale OSS, garantendo pari dignità rispetto ai colleghi delle altre province pugliesi e la necessaria sicurezza ai pazienti

