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CAMPANIA. Chiusura termovalorizzatore Acerra, laRegione predispone un “Piano Straordinario”. Ecco i siti alternativi

Campania: la paventata emergenza rifiuti, causata dalla chiusura del termovalorizzatore di Acerra che sarà interessato dalla manutenzione programmata del turbogeneratore a partire dal prossimo 30 agosto 2019 e fino al 12 ottobre, sembra trovare una soluzione che dia “equità” ambientale a tutti i territori.

Il piano della manutenzione prevede inizialmente la sola fermata della linea n. 1, successivamente dal giorno 7 settembre verranno fermate anche le altre due linee di incenerimento, con lo spegnimento contemporaneo delle tre linee per circa 35 giorni fino al 12 ottobre.

Tale manutenzione prevede il blocco dei conferimenti presso l’impianto e pertanto, con un mancato smaltimento di oltre 70.000 tonnellate. Infatti la media giornaliera di smaltimento del TMV di Acerra è pari circa 2.000 tonnellate.

Nell’anno in corso le manutenzioni ordinarie del Termovalorizzatore sono state programmate ed effettuate tutte nei primi 6 mesi, infatti, dal 21 giugno termine della pulizia della linea n 1, nessun altro intervento è previsto, in modo da utilizzare a pieno regime e per oltre due mesi l’impianto TMV a tre linee, e quindi, provvedere ad alleggerire quanto più possibile le giacenze negli impianti STIR e nello stesso Termovalorizzatore, e poter successivamente utilizzare tali capacità di stoccaggio durante il periodo della fermata di settembre.

La Regione, nell’ambito del coordinamento dei flussi e della programmazione dei conferimenti diretti allo stesso Termovalorizzatore, ha predisposto uno “Piano Straordinario” secondo uno schema dei flussi e delle attività da porre in essere da parte delle Società Provinciali per poter superare senza criticità il periodo di manutenzione.

Dall’analisi della produzione regionale e dei singoli impianti/Province è stato calcolato nel periodo 30 agosto – 12 ottobre una produzione di RSU pari a circa 147.000 tonnellate (3270 tonnellate giornaliere). Tale quantitativo è ritenuto cautelativo, in quanto nei primi 4 mesi dell’anno la produzione giornaliera è stata pari a circa 3100 tonnellate (prod. 139.000 tonnellate).

Nello stesso Piano è previsto inoltre che: parte degli RSU prodotti, pari a circa 3500 tonnellate, verranno collocati nelle fosse di ricezione degli STIR, anche tale capacità è cautelativa in quanto si prevede lo svuotamento preventivo degli STIR per arrivare ad una capacità di stoccaggio di almeno 10.000 ton.;
– dalla lavorazione del residuo pari a 143.000 tonnellate di RSU verranno prodotte circa 103.000 tonnellate di FST e circa 30.000 tonnellate di FUT, quest’ultima frazione stabilizzata, con perdita di volume pari ad almeno il 15% ed un relativo residuo di 25.000 tonnellate di FUTS verrà collocata nelle discariche regionali e fuori regione nell’ambito dei contratti già in essere predisposti ad inizio anno dalle Società Provinciali;
– la FST (frazione secca tritovagliata) potrà essere collocata per: 15.000 tonnellate sui piazzali degli STIR anzitempo svuotati durante il periodo antecedente la fermata; 10.000 tonnellate verranno conferite al Termovalorizzatore di Acerra durante la prima settimana con il funzionamento a due linee;5.000 tonnellate provenienti dallo STIR di Caivano, nell’ambito del contratto con A2A, verranno conferite a riempimento nella fossa di ricezione del stesso TMV fino ad esaurimento delle volumetri disponibili; il fabbisogno complessivo di FST da collocare durante in periodo di fermo sarà pari ad oltre 70.000 tonnellate diviso rispettivamente per i singoli impianti e Province: Napoli 51.000 ton.(Caivano 16.000 ton.; Giugliano 15.500 ton.; Tufino 20.000 ton.);
Caserta 9000 ton.; (STIR Santa Maria Capua Vetere)
Salerno 8000 ton.; (STIR Battipaglia)
Avellino 3000 ton. (STIR Pianodardine)

Per i Comuni della Provincia di Benevento, dove al momento a causa dell’incendio lo STIR di Casalduni risulta ancora fuori servizio, gli stessi continueranno a conferire i rifiuti presso gli STIR di Pianodardine , Tufino e Santa Maria Capua Vetere;
Relativamente alle 25.000 tonnellate di FUTS che si produrranno durante il periodo di manutenzione, oltre alla possibiltà dei conferimenti nella discarica di Savignano Irpino e fuori regione, si prevede per il mese settembre la disponibilità di nuove volumetrie nelle discariche di San Tammaro per circa 24.000 tonnellate ( in attesa dell’autorizzazione regionale), nella discarica di Sant’Arcangelo Trimonte per 80.000 tonnellate (in attesa dell’ultimazione dei lavori per la messa in esercizio dei due lotti dissequestrati) e nella discarica di Paraporti per circa 24.000 tonnellate (nell’ambito del progetto di chiusura definitiva, con l’utilizzo del 19.05.03 per il capping finale).
Nell’ambito del “Piano Straordinario”, la Regione con delibera 737/2018 ha messo a disposizione delle Società Provinciali, per il tramite delle Province, le risorse utili per allestire siti di stoccaggio da utilizzare durante il periodo di fermo per il deposito provvisorio dei rifiuti.

Inoltre, ha comunicato alle stesse Società Provinciali la necessità di incrementare l’invio dei rifiuti fuori regione, prima della fermata , durante la manutenzione e successivamente al fermo del TMV per svuotare gli eventuali stoccaggi utilizzati.

Infatti, i rifiuti eventualmente stoccati sulle piazzole dovranno essere smaltiti fuori dal territorio regionale, in quanto il termovalorizzatore di Acerra può garantire solo lo smaltimento di parte del rifiuto ordinario prodotto in regione.

Le Società Provinciali hanno comunicato la disponibilità di piazzole già utilizzate durante la “fase dell’emergenza rifiuti”, in parte già utilizzabili, previa richiesta autorizzativa e predisposizione di eventuali interventi necessari per il loro ripristino.

I siti individuati, divisi per territorio provinciale, sono i seguenti:
Provincia di Napoli Sito di Pantano di Acerra, n. 2 piazzole con capacità di circa 42.000 tonnellate (è stata individuata la piazzola n. 2 per 22.000 tonnellate, avviato iter autorizzativo); Sito di cava Giugliani, n.1 piazzola con capacità di circa 23.000 tonnellate (avviato iterautorizzativo); Sito di Masseria del RE, n. 1 piazzola (E12) con capacità di circa 20.000 tonnellate (non è stato avviato nessun iter autorizzativo):

Allo stato attuale è in atto l’iter autoprizzativo presso lo STAP di Napoli per complessive 45.000 tonnellate, rispetto al proprio fabbisogno di 51.000 tonnellate.
Inoltre la Sap.na, per i rifiuti provenienti da Caivano ha rappresentato la possibilità di utilizzare la piazzola di Pontericcio a Giugliano, al momento in gestione alla stessa Società A2A previa nulla osta della Regione, ma la Società A2A non ha avviato l’iter autorizzativo, rimettendo la competenza alla stessa Società Provinciale.
Provincia di Caserta
Sito di San Tammaro, n. 1 piazzola con capacità di circa 9000 tonnellate, equivalente al fabbisogno provinciale pari a 9000 tonnellate (avviato iter autorizzativo e predisposizione gare per l’avvio dei lavori di ripristino).

Provincia di Salerno
− Sito di Polla, n. 1 piazzola (capannone) con capacità di circa 3900 tonnellate, con fabbisogno
provinciale pari a circa 8000 tonnellate e quindi, con un residuo da collocare per 5000 tonnellate (Iter autorizzativo avviato)?
Inoltre, la Società Provinciale ha richiesto l’autorizzazione per poter incrementare lo stoccaggio dell’impianto STIR di Battipaglia per ulteriori 3.000 tonnellate (2500 già autorizzate).
Provincia di Avellino
Piazzola di Pianodardine, con capacità di circa 3000 tonnellate, equivalente al fabbisogno pari
a circa 3000 tonnellate, con iter autorizzativo inviato allo STAP di Avellino.
Provincia di Benvento
I Comuni della provincia di Benevento continueranno a conferire presso gli STIR delle altre province, mentre, presso l’impianto di Casalduni risulta una disponibilità di stoccaggio interno pari a circa 2.500 tonnellate, che potrà essere utilizzata nel caso di una eventuale emergenza, previo
completamento dei lavori di ripristino richiesti alla Regione Campania.

La capacità di stoccaggio complessiva, secondo i dati forniti dalle Società Provinciali, è pari ad oltre 60.000 tonnellate rispetto ad un fabbisogno stimato di circa 70.000 tonnellate.

Infine, le Società Provinciali hanno comunicato le aggiudicazione di gare per lo smaltimento dei rifiuti fuori regione, di gare in corso di aggiudicazione ed in fase di predisposizione, per i seguenti quantitativi: provincia di Napoli, gare per 30.000 tonnellate in parte già aggiudicate per 22.000 tonnellate ed in parte in corso di aggiudicazione, con la predisposizione di una nuova gara per ulteriori quantitativi; I quantitativi sono stati aggiudicati su nave con evacuazioni di 3000 tonnellate a settimana per 500 tonnellate al giorno, escluso la domenica (250 ton ad impianto).
La società A2A ha predisposto due gare per lgs smaltimento di circa 17.500 tonnellate, la prima gara per 12.500 e la seconda per 5000 ton. Entrambe le gara hanno scadenza fine luglio.
provincia di Caserta, gare aggiudicate per circa 20.000 tonnellate e per ulteriori 10.000
tonnellate in fase di aggiudicazione; Sono stati aggiudicati 4 lotti da 5.000 tonnellate con prelievo minimo giornaliero di 150.tonnellate a lotto per circa 600 tonnellate gionaliere, quota superiore alla produzione, pertanto non sarà necessario stoccare rifiuti sulla piazzola individutata.
provincia di Salerno, gare in corso per 8000 tonnellate di FST e 14.000 tonnellate di FUTA, con scadenza il 14 luglio e 16 luglio. Si tratta di 4 lotti da 2000 ton per la fst con un quantitativo minimo di prelevamento pari a 150 ton. per lotto. provincia di Avellino, la capacità di stoccaggio interna allo STIR copre il fabbisogno necessario durante il periodo di fermo, dovrà essere comunque avviata una gara per smaltire il rifiuto dopo l’avvio del TMV. Allo stato attuale complessivamente esiste una capacità di smaltimento fuori regione di circa 42.000 tonnellate, che potrà essere incrementata con l’aggiudicazione di ulteriori gare fino ad 80.000 tonnellate.

In conclusione, il fabbisogno relativo al periodo di manutenzione è stato stimato in modo cautelativo con margini di sicurezza, tenendo conto di una produzione giornaliera superiore rispetto a quella attuale (3270, ton. rispetto alle 3100 ton. attuali). Inoltre, anche in merito ai giorni di effettivo fermo dell’impianto comunicati dalla Società A2A pari a circa 35 giorni è plausibile prevedere una riduzione dei tempi di almeno 3 – 4 giorni, pertanto, con una riduzione del fabbisogno da collocare per circa 8.000 tonnellate. Anche lo stoccaggio interno degli RSU potrebbe essere incrementato con lo svuotamento anzitempo degli impianti da 3500 tonnellate a circa 10.000 tonnellate, pertanto, è possibile prevedere un fabbisogno di rifiuti da collocare durante il periodo di fermo del Termovalorizzatore di Acerra pari a circa 50.000 – 60.000 tonnellate, rispetto alle 70.000 tonnellate previste nel Piano.
L’eventuale rischio di criticità, anche solo su una parte del territorio regionale potrà essere evitato solo se verranno attuate tutte le attività indicate nel “Piano Straordinario”, più precisamente attraverso:
– la programmazione dei conferimenti presso il TMV nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto con lo
svuotamento degli STIR (evetuali fermi accidentali del TMV o degli impianti STIR). Allo stato attuale negli impianti sono stoccate oltre 140.000 tonnellate di rifiuti ed in particolare circa 13.000 balle che dovranno essere smaltite e circa 30.000 tonnellate di RSU in fossa ,che in parte dovranno essere lavorate prima della fermata per ridurre il quantitatitvo in fossa.
− il costante invio fuori regione dei rifiuti, nei mesi precedenti la fermata a partire da luglio, durante il periodo di manutenzione e successivamente al riavvio in esercizio del TMV per lo smaltimento di eventuali balle stoccate sui piazzali. Allo stato attuale le maggiori preoccupazioni riguardano Caivano dove la Società A2A non ha ancora comunicato evetuali capacità di smaltimento fuori regione e per lo STIR di Battipaglia dove tutte le gare avviate negli ultimi anni sono andate deserte.
L’allestimento in tempo utile delle piazzole provvisorie per gli eventuali stoccaggi provvisori dei rifiuti, in questo caso i tempi per le autorizzazione e per avviare i lavori di ripristino dei siti sembrano alquanto ridotti.

Laddove parte di queste attività non venissero attuate, si potrebbero creare immediatamente delle criticità sui territori per lo smaltimento dei rifiuti da parte dei Comuni, pertanto, sarà opportuno assicurare il rispetto del cronoprogramma degli interventi da parte delle Società Provinciali in modo da poter intervenire preventivamente con ulteriori soluzioni alternative, deviando le frazioni prodotte degli STIR sui siti diponibili di altre province oppure in alternativa deviando i flussi dei Comuni sugli altri STIR provinciali.

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