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MARANO. Agorà, da ultima delle liste a “regina” della coalizione targata Visconti

Marano: sono tanti punti interrogativi e tante domande che ne susseguono. Tanti sono anche i motivi del perché la lista civica Agorà, con poco più di 900 voti, è stata la vera vincitrice delle ultime elezioni comunali di ottobre scorso. Agorà, o lista Carandente (forse sarebbe più facile chiamarla così) è una movimento civico nato, come hanno sempre detto, per far crescere a Marano qualcosa di diverso, di nuovo e di proficuo.

 

Tutte belle parole, spese prima, durante e subito dopo la vittoria elettorale. Ma poi? Poi sono uscite fuori le esigenze degli ideatori della lista. Luigi Carandente (figlio del più noto Michele fresco di nomina a primario a Nocera e cognato di Raffaele De Biase, ex consigliere comunale di Forza Italia nell’era di Liccardo) è il primo eletto, dietro di lui però non trascina la cugina (Enza) che ottiene solo 80 preferenze contro le oltre 300 di Carandente jr.

 

In lista riesce ad essere eletto anche Matteo Bruno, che però forse non era nei piani dei Carandente. La lista, che quindi eleggerà tre consiglieri (Carandente jr, Enza Carandente e Bruno), è comunque fondamentale per far arrivare al ballottaggio Visconti. Agorà, però, immediatamente dopo il successo elettorale va alla cassa.

 

E qui nasce il secondo punto interrogativo: perché l’assessore scelto da Agorà, ed accettata senza nessuna remora da Visconti è la fidanzata, ormai quasi futura consorte di Luigi Carandente, Floriana Trematerra? L’assessora, al momento senza alcun titolo specialistico, ha assunto deleghe importanti ed è sotto costante controllo dell’esperta collega di Giunta Bianca Perna.

 

Dall’interno di Agorà fanno sapere che il nome della Trematerra non era mai uscito nelle riunioni post elezioni, ed anzi all’interno della lista ci sono nomi con molta più esperienza e storia (anche personale) che avrebbero dato più spessore a tutta la lista.

 

Al momento, comunque, sembra che tutta quella ventata di giovinezza, tanto millantata non ci sia più. I gazebo tra le vie della città, sono spariti, e a decidere sembra essere solo Carandente (che non perde tempo a ricordare il suo ruolo di capogruppo ai due colleghi consiglieri) e l’assessore Trematerra che in tutti i modi cerca di tenersi buona la stampa (almeno una parte) e gli uomini forti di Visconti, oltre che la Perna, sua vera chioccia.

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