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MARANO. Ieri in scena l’ennesimo, imbarazzante Consiglio comunale

Marano: diventa sempre più difficile dare un giudizio sulla situazione politica che regna in città. E se lo è per gli addetti ai lavori, non osiamo immaginare cosa possano pensare i cittadini che sempre meno si interessano della Cosa Pubblica. Se, infatti, l’obbiettivo degli amministratori di questa città era quello di riavvicinare i maranesi alla politica, ridando credibilità e dignità ad una classe sempre meno apprezzata anche a livello nazionale, in questo momento hanno fallito in pieno. Scarsissima la partecipazione del pubblico ai consigli comunali, totale disinteresse per i problemi che attanagliano la città (se non riguardano la sfera personale di ognuno di noi), mancanza di rispetto per il territorio e per i propri concittadini.

Un quadro davvero pietoso che, purtroppo, non viene migliorato dal livello percepito di consiglieri e Giunta.
Fra microfoni volanti e finanziamenti clamorosamente persi, Visconti prova ad arrampicarsi sugli specchi e trovare ancora la pezza a colori. Sono però sempre meno quelli che continuano a dargli fiducia e, nonostante le frasi di circostanza, il malcontento, anche fra i suoi, cresce giorno dopo giorno. Il presidente del Consiglio Domenico Paragliola, dopo essere stato abbandonato dai colleghi di Maggioranza sulla questione De Nigris, è sempre più solo. Gli si deve, però, dare atto di avere ancora un briciolo di dignità e di indipendenza di pensiero che ieri non ha nascosto, creando il definitivo strappo con Visconti, Giunta e Maggioranza. Alcuni consiglieri sembrerebbero pronti a chiedere la testa di Paragliola, che, invece, riceve pieno appoggio e solidarietà dai banche dell’ Opposizione.

Tornando alla cronaca, la seduta di ieri ha semplicemente ribadito, forse amplificandolo ancora di più, il leit motiv di questi mesi. L’Opposizione propone, discute, apre al dialogo, si confronta, addirittura modifica le mozioni per provare a trovare un’intesa, ma dall’altra parte si alza, sempre più alto e resistente, il muro degli yes men, che, almeno in Consiglio, seguono i diktat di Visconti e Taglialatela.
E così, fra litigi e urla, che ormai sono all’ordine del giorno e purtroppo coinvolgono spiacevolmente anche il pubblico, trascorre un’altra serata senza che venga deciso nulla.

Si raggiunge la mezzanotte come sempre, si rinviano alla prossima seduta una serie di punti non discussi, e la città resta ferma ad attendere che qualcosa si smuova. La sensazione è che non tutti abbiano capito la delicatezza del ruolo che ricoprono e il modo in cui alcuni esercitano il compito affidatogli dai cittadini è una totale mancanza di rispetto nei confronti degli elettori e di tutta la città di Marano. L’esempio lampante di ieri sera è rappresentato dalla discussione sul PUC, tema delicatissimo, che rischia di diventare la spada di Damocle per gli amministratori e soprattutto per Marano. Sempre che Visconti riesca a rispettare i tempi stabiliti dalla legge. Il 31 dicembre, infatti, si avvicina inesorabile e, fra mancanza di soldi, di idee e di capacità, al momento sembra che il commissariamento sia la via più probabile. Il che rappresenterebbe, come affermato anche da Taglialatela in aula, un fallimento politico di non poco conto.

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