Grande festa quest’oggi a Caivano. In occasione del primo giorno di riposo del Giro d’Italia – tra le tappe di Napoli e Pompei volute dalla Città Metropolitana di Napoli per valorizzare il territorio agli occhi del mondo – quest’oggi la Carovana Rosa è arrivata a Caivano per un momento di divertimento e impegno per i valori dello sport e della legalità con i giovani della cittadina. Presenti le istituzioni, i vertici di RCS Sport, la società organizzatrice del Giro d’Italia, con un ospite d’eccezione: Faustino Coppi, il figlio del Campionissimo e di Giulia Occhini, nota come la Dama Bianca.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Città Metropolitana di Napoli per sensibilizzare i giovani del territorio, attraverso il linguaggio a loro più consono, quello della musica, dello spettacolo e del divertimento, verso i valori dello sport e della legalità, ed è stata subito sostenuta con forza da RCS Sport e dalla Commissione straordinaria del Comune di Caivano.

La Carovana – composta da circa 40 auto, tra cui diversi pick up, con a bordo performer degli sponsor che incontreranno il pubblico e regaleranno gadget – ha attraversato, dalle 11.30, prima le strade del centro del comune di Cardito, accompagnata dalla locale polizia municipale. Al confine con Caivano la staffetta dei caschi bianchi: sono stati quelli della cittadina caivanese a prendere in consegna l’allegro torpedone colorato, fino a condurlo al Parco Livatino, il nuovo Parco urbano attrezzato realizzato presso l’ex Centro sportivo Delphinia, tristemente noto alle cronache perché teatro delle violenze perpetrate dal ‘branco’ nei confronti delle due cuginette.

E proprio lì la Carovana ha dato vita a uno show con musica, balli, coreografie, giochi, animazione e intrattenimento. Presente anche il Pullman Azzurro della Polizia Stradale per attività rivolte a sensibilizzare i giovani a comportamenti corretti alla guida e al rispetto del Codice della Strada.

Successivamente, il momento istituzionale e sportivo, moderato da uno speaker di RTL, cui hanno preso parte il coordinatore della commissione straordinaria che guida il Comune di Caivano, Filippo Dispenza, il Direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni, Fabio Ciciliano, Commissario straordinario di Governo per Caivano, e Giuseppe Cirillo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, in rappresentanza del Sindaco metropolitano, Gaetano Manfredi. Successivamente il giornalista e scrittore Gian Paolo Porreca ha intervistato Faustino Coppi, al quale il Presidente della sezione napoletana della Federazione Ciclistica Italiana, Franco Verrone, ha consegnato una targa.

Un’iniziativa che ha avuto un valore fortemente evocativo e simbolico, a partire dal luogo in cui si è svolta, ovvero l’area intitolata al giudice Rosario Angelo Livatino, ucciso in un agguato mafioso ad Agrigento il 21 settembre 1990 per la sua forte attività antimafia. “Quando abbiamo deciso di sostenere le due tappe sulla nostra area – ha affermato il Vicesindaco Cirillo – con il Sindaco della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, abbiamo immediatamente voluto coinvolgere anche il territorio di Caivano, affinché questa iniziativa potesse orientare i giovani al perseguimento di valori positivi”.

Così come la presenza di Angelo Fausto Coppi, detto Faustino, ha incarnato la figura del padre, offrendo al pubblico che è venuto ad accoglierlo la testimonianza viva che, anche grazie allo sport, è possibile condurre una vita sana, di successo e lontana dalle devianze: “Sono particolarmente onorato di partecipare a questa iniziativa e spero di essere stato all’altezza di poter lanciare un messaggio a questi ragazzi. Credo che l’esempio di mio padre possa dimostrare come con lo sport e il sacrificio, uniti ai valori di lealtà, fratellanza, amicizia e solidarietà, si possa costituire una strada per il successo. Per questo, il consiglio che mi sento di dare ai giovani di Napoli e di ogni altra città è quello di fare tutto quello in cui vorranno cimentarsi con la testa, ma soprattutto con il cuore, e di vivere la propria vita nel rispetto degli altri: è questa la vera vittoria nella vita, questo il vero obiettivo da raggiungere”, ha affermato il figlio del Campionissimo.

Il legame della famiglia Coppi con Napoli

“In famiglia Napoli l’abbiamo nel cuore, è un legame che ci portiamo dentro”, ha sottolineato Faustino. “Mia madre è nata a Napoli in una famiglia originaria di Montoro Superiore, dove la provincia di Avellino lambisce quella di Salerno, e quando ero adolescente eravamo soliti venire a far visita ai nostri parenti qui. Quindi conosco bene i territori e la gente che li abita, e ho avuto la possibilità di imparare ad amarla”.

“E poi anche il rapporto di papà con Napoli è stato sempre fortissimo”, ha proseguito. Un rapporto costituito da importanti vittorie ma soprattutto da episodi di vita. Proprio da Napoli, infatti, Fausto Coppi partì, il 7 marzo del 1943, in nave verso la Sicilia e poi in aereo verso la Tunisia, per la campagna d’Africa contro gli inglesi, e vicino Napoli, precisamente a Salerno, fece ritorno in Italia, nella metà del novembre del 1944. Ma, più ancora, il rapporto si cementò quando il Campionissimo, ormai di stanza a Caserta al servizio degli inglesi, ebbe bisogno di una bici per ricominciare a correre. Incontrò Umberto Busani, famoso calciatore del Napoli, il quale diede la notizia della presenza di Fausto Coppi a Gino Palumbo, noto giornalista dell’epoca. Palumbo lanciò subito un appello: «Date una bicicletta a Fausto Coppi». Risposero in tre. Venne scelta l’offerta di Giuseppe D’Avino, un falegname di Somma Vesuviana, che gli regalò una Legnano da corsa, color verde oliva. “Tenite, questa è vostra…”, gli disse. Coppi non riusciva a crederci, e per la commozione entrambi scoppiarono a piangere. Fu l’inizio della rinascita. Con quella bici, oltre ad allenarsi quasi quotidianamente in zona, appena potè il campione rientrò, da Caserta, nella sua Castellania, in provincia di Alessandria. In bici.

“Ancora oggi c’è un grande rapporto con Angelo, il figlio del falegname Giuseppe. Ci vediamo spesso – ha ricordato Faustino – ci scambiamo visite, le nostre vite e le nostre famiglie sono rimaste intrecciate. E questo è il segno proprio di quei valori che ciascuno di noi dovrebbe perseguire. Ho provato grande emozione quando, nell’occasione del centesimo anniversario della nascita di papà, abbiamo ripercorso il cammino da Caserta a Castellania, anche se con altri mezzi, per un evento dedicato alla sua memoria”.

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