“Ci sono progressi significativi nei negoziati” tra Hamas e Israele sulla proposta di cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi a Gaza: lo ha reso noto l’emittente egiziana Al-Qahera News, legata ai servizi segreti del Paese, che cita una fonte anonima.

I mediatori egiziani hanno “raggiunto una formula concordata sulla maggior parte dei punti controversi”, ha aggiunto.

Alti funzionari israeliani riferiscono che secondo le prime indicazioni Hamas accetterà di portare a termine la prima fase dell’accordo – il rilascio umanitario di ostaggi – senza un impegno ufficiale da parte di Israele a porre fine alla guerra. Lo rende noto su X Barak Ravid di Axios.

“Stiamo aspettando con ansia di vedere la posizione finale di Hamas. Le informazioni non sono ancora arrivate”, ha detto una fonte israeliana citata da Haaretz aggiungendo che “alla luce dell’esperienze passate, anche se Hamas dice che sta seguendo lo schema, i piccoli dettagli e le riserve che presenterà potrebbero far dissolvere l’accordo.”

“Hamas è l’unico ostacolo al cessate il fuoco a Gaza”, aveva detto il segretario di Stato americano Antony Blinken, mentre i militanti si preparano a inviare una delegazione al Cairo per i colloqui. “Aspettiamo di vedere se, in effetti, accetteranno un sì per una risposta al cessate il fuoco e al rilascio degli ostaggi”, ha sottolineato Blinken. “La realtà in questo momento è che l’unica cosa che si frappone tra il popolo di Gaza e un cessate il fuoco è Hamas”.

“Un attacco israeliano a Rafah causerebbe danni oltre l’accettabile”, ha avvertito il Segretario di Stato americano. Secondo Blinken, Israele non ha presentato alcun piano per proteggere i civili durante questo possibile attacco. “In assenza di un tale piano, non possiamo sostenere un’operazione militare su larga scala a Rafah, perché il danno che causerebbe sarebbe oltre ciò che è accettabile”, ha detto durante il Forum del McCain Institute a Sedona, in Arizona.

Nella città nel sud della Striscia di Gaza sono ammassati più di un milione di palestinesi sfollati a causa della guerra ma, secondo Blinken, Israele non ha presentato alcun piano per proteggere i civili durante questo possibile attacco. “In assenza di un tale piano, non possiamo sostenere un’operazione militare su larga scala a Rafah, perché il danno che causerebbe sarebbe oltre ciò che è accettabile”.

E’ salito a 6 il numero dei palestinesi uccisi in pesanti scontri armati vicino Tulkarem, in Cisgiordania. Lo ha riferito l’agenzia Wafa. Sul posto l’Idf e le forze di polizia hanno operato per oltre 13 ore nel villaggio di Deir al-Ghusun vicino a Tulkarem, circondando – hanno detto media israeliani – una casa “dove si nascondevano i terroristi fino ad attaccarla e distruggerla”. Secondo la stessa fonte, “le forze israeliane stanno ora lasciando la città dopo più di 12 ore”.

 

fonte: ansa.it

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